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mcfatus [ non esistono grandi problemi, esistono piccoli uomini ]
 




Disclaimer:

Questo blog è mio e ci scrivo quel che mi pare.
ATTENZIONE! Contiene riferimenti a persone, cose, animali, città, fiumi, fiori, governi, marche di automobili realmente esistenti (e che cercano di limitare la nostra gioventù)
ATTENZIONE! Contiene citazioni colte (e non pago la SIAE)
ATTENZIONE! Non contiene i risultati dell'ultima giornata di serie B
ATTENZIONE! Contiene ironia, autoironia, tristezza, seghe mentali e polemicità (non necessariamente in quest'ordine)
ATTENZIONE! Non contiene scene di sesso esplicite (e volendo nemmeno implicite)
ATTENZIONE! Contiene cazzacci miei
ATTENZIONE! Contiene espressioni scurrili, ma parlo come mangio (e mangio malissimo, oserei dire)
Si prega perciò chiunque si ritenga turbato da questo di abbandonare al più presto questo blog, magari senza sbattere la porta...



Chi sono:


Filippo, 24 anni, impiegato



Basta! Parlamento pulito

Dove vivo:

Montecarlo (sì, ma in provincia di Lucca)



Come mi descrivo:

coglione, utopico, coglione, curioso, coglione, esageratamente sicuro di me, coglione



Ipse dixit:

"Puppami la fava" Rousci, 19/05/2007
"Nella vita non ci sono solo le puppe... c'è anche il culo!" mcfatus, 09/06/2007

La mia auto:




1 giugno 2007


Del perchè me ne vado

Mercoledì scorso c’avevamo la riunione del gruppo giovani e si narra che io abbia litigato con il prete. Mettiamo un po’ di cose in chiaro a proposito.


Quando sono entrato la situazione era questa:

- Don Giovanni guardava la partita

- Rousci e Gionn mettevano la musica sull’mp3

- Simone non si capiva cosa facesse


Appena arrivato mi sono avvicinato al prete e – dato che per curiosità mi ero scaricato un po’ di materiale – ho proposto di parlare di un tema (la sessualità) che mi sta parecchio a cuore e sul quale non c’è molta chiarezza (quella poca che c’è, poi, si scontra totalmente con il mio modo di vivere).

Come al solito all’inizio Giovanni non s’è minimamente peritato di prendermi seriamente. Quando poi ha visto che cercavo in tutti i modi di farmi considerare ha dovuto iniziare a rispondermi.

Alla mia domanda su cosa la Chiesa intendesse per Castità ha risposto “non è quello che pensi te”.

MF “Ok, allora cos’è?”

DG “Non se ne può parlare stasera, queste sono cose che c’ho messo sette anni di studio per capirle”

MF “Sì ma c’è tanto da capire e nessuno le capisce queste cose, dovremmo parlarne!”

DG “Se vuoi capirle fai come me, io mi sono impegnato sette anni per studiarle”

MF “...”

(Della serie: o ti fai prete o rimani ignorante... ma forse ho capito male io...)

MF “Mi sembra che tu non voglia parlarne, ma credo che si abbia bisogno di spiegazioni”

DG “Il fatto è che voi non le volete le spiegazioni”

MF “Ma sei scemo? Te le ho appena chieste...”

DG “Ma te parti da una visione sbagliata della cosa. Tu leggi quel documento in modo scettico”

MF “E certo!”

DG “Inoltre sembra tu lo consideri qualcosa di autoritario”

MF “La Chiesa E’ autoritaria”

DG “E’ qui che sbagli”

MF “Può darsi, ma mi sembra che la Chiesa faccia tutto per esserlo: non guida ma inpone”


Inizia qui una lunga discussione sulle ingerenze (secondo me) della Chiesa nella vita privata della gente mentre non fa niente per quella pubblica (guerre, povertà, sfruttamento, corruzione, problematiche dei giovani). Durante la discussione Gionn e Rousci se ne vanno a finire di riempire l’mp3 in un’altra stanza, mentre entrano il Menca e Pasticca che si fermano a guardare la partita.


La discussione ben presto diventa sterile, per quanto mi impegni a non buttarla sulla rissa. Resta sterile finché lui non butta fuori il tema della comunità.

MF “La TUA comunità, niente da dire, perlamordiddio... però stai costruendo una comunità ex novo, distruggendo la comunità che c’era prima qui in parrocchia... non stai cercando di migliorarla e integrarla, l’hai semplicemente spazzata via! E poi ci stai mettendo gli uni contro gli altri, guarda anche il caso della Granfondo”
(Domenica scorsa c’era una delle manifestazioni più impegnative per il paese e nonostante la richiesta più volte fatta da vari esponenti della comunità paesana di spostare la data delle cresime e la messa delle 11 – se non altro per motivi logistici – lui si è sempre rifiutato, cercando in tutti i modi il muro contro muro, minacciando ritorsioni dal pulpito e articoli sui giornali)


A queste mie parole si scatena il finimondo. In breve sequenza Don Giovanni afferma che:

- la comunità non si sposterà assolutamente dal paese dato che la festa più importante dell’anno liturgico è proprio la Pentecoste (ma non era la Pasqua?) e la comunità vuole a tutti i costi festeggiarla nella “chiesa madre”

- la Cresima è una cosa ben più importante della Granfondo (su questo non metto becco) ed è quest’ultima che deve essere spostata (qualcuno gli ha mai spiegato quanto ci vuole a organizzarla?)

- chi gli ha chiesto di spostare la messa e la Cresima è uno di quelli che la Chiesa gli va bene solo finché gli lascia fare quel che gli pare

- la comunità che c’era prima era fatta di gente che c’ha guadagnato sopra

- chi si è allontanato dalla Chiesa è perché non c’è più niente su cui guadagnarci

- Roberto, Paolo, Grazia, Cinzia, il sottoscritto (nomi che lui stesso ha fatto, ma che sicuramente non avrà il coraggio di confermare) e altre persone lo contestano solo perché prima erano i padroni e in Chiesa facevano quel che volevano

- ai sopracitati è sempre andato bene Don Mario perché gli faceva comodo uno smidollato del genere

- sono sempre i sopracitati ad aver chiesto e voluto l’allontanamento di Don Alessandro

- la vera comunità è quella che sta costruendo lui

- lui le spiegazioni del suo comportamento non le deve dare a nessuno: è lui che guida la comunità e non deve rendere di conto a nessuno, se non a Dio

- il sottoscritto sta cercando di spaccare il gruppo giovani, ponendomi in relazione con lui solo e non seguendo quello che il gruppo vuole fare (scaricare musica sull’mp3 o guardare la partita, per esempio?)

- al gruppo giovani le mie provocazioni non interessano

- di queste cose lui ha parlato anche troppo e non ne vuole sentire parlare più

- se le sue spiegazioni a qualcuno non bastano, quella è la porta.


La mia risposta è stata il silenzio, ma chi mi conosce sa che non sono il tipo da rimanere in silenzio per tanto.


Ho rispettato il silenzio per un po’, volevo pensarci un po’ su prima di rispondere, anche perché se avessi voluto rispondere a tono subito l’avrei buttata sulla rissa. Invece ho aspettato e ho fatto calmare le acque.

Ora è l’ora di dire che cosa ne penso.


Penso che Don Giovanni sia un bravo ragazzo, ma che il potere gli abbia dato alla testa.

Penso che il 90% di quello che ha detto se lo poteva risparmiare.

Penso che ci siano state parecchie persone che sulla parrocchia c’hanno avuto da guadagnare, ma che ce ne siano ancora e forse ora si sentono più al sicuro che mai.

Penso che una comunità parrocchiale che tenti di sostituirsi a quella del paese abbia vita difficile. Io avrei cercato di avvicinare il paese a Dio, e non di rinchiudermi con i fedelissimi in Chiesa, ma ognuno ha le sue idee.

Penso che se davvero vorrà fare il muro contro muro non starò dalla sua parte. Anzi.

Penso che mettere di mezzo persone che in fondo non c’entrano niente col discorso sia da imbecilli.

Penso che alla messa di domenica delle 11 ci fossero quattro gatti come al solito, e che in realtà la maggior parte delle persone che abitano a Montecarlo (quelle che vengono a Pasqua e a Natale in chiesa) non sappiano nemmeno cos’è la Pentecoste.

Penso di non voler prendere parte alle decisioni sul futuro della parrocchia (ci mancherebbe), però magari di avere delle risposte a certi atteggiamenti che secondo me nuocciono a tutti (compresi i parrocchiani).

Penso di non aver mai tentato di spaccare il gruppo, e che anzi del gruppo sia sempre stato la pecora nera in solitario (nelle mie scorribande non ho mai messo di mezzo nessuno, né cercato improbabili appoggi per le mie lotte).


Penso che siccome a me certe cose non vanno giù, io la porta la so prendere. E la prenderò.

Il gruppo giovani che tanto disturbo l’ho lasciato mercoledì scorso con tanti saluti.

Ho degli impegni importanti fino a giugno con il coro e non li abbandono di certo nel momento più pieno.

Finito giugno vedremo. Anche in base alle prossime mosse del nostro.




permalink | inviato da il 1/6/2007 alle 18:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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