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mcfatus [ non esistono grandi problemi, esistono piccoli uomini ]
 




Disclaimer:

Questo blog è mio e ci scrivo quel che mi pare.
ATTENZIONE! Contiene riferimenti a persone, cose, animali, città, fiumi, fiori, governi, marche di automobili realmente esistenti (e che cercano di limitare la nostra gioventù)
ATTENZIONE! Contiene citazioni colte (e non pago la SIAE)
ATTENZIONE! Non contiene i risultati dell'ultima giornata di serie B
ATTENZIONE! Contiene ironia, autoironia, tristezza, seghe mentali e polemicità (non necessariamente in quest'ordine)
ATTENZIONE! Non contiene scene di sesso esplicite (e volendo nemmeno implicite)
ATTENZIONE! Contiene cazzacci miei
ATTENZIONE! Contiene espressioni scurrili, ma parlo come mangio (e mangio malissimo, oserei dire)
Si prega perciò chiunque si ritenga turbato da questo di abbandonare al più presto questo blog, magari senza sbattere la porta...



Chi sono:


Filippo, 24 anni, impiegato



Basta! Parlamento pulito

Dove vivo:

Montecarlo (sì, ma in provincia di Lucca)



Come mi descrivo:

coglione, utopico, coglione, curioso, coglione, esageratamente sicuro di me, coglione



Ipse dixit:

"Puppami la fava" Rousci, 19/05/2007
"Nella vita non ci sono solo le puppe... c'è anche il culo!" mcfatus, 09/06/2007

La mia auto:




23 luglio 2007


il volo

Ci sono decisioni che ci segnano per la vita.

E non parlo di quelle che facciamo, quanto di quelle che non facciamo.

Sono lì, come spade di Damocle. Sappiamo che dobbiamo farle, sappiamo che vogliamo farle, ma ci manca il coraggio. Oppure ci manca una spinta. In fondo non sono decisioni da poco, e tutto sommato quel che abbiamo in qualche modo ci piace. Basta far finta di non vedere, basta far finta di non sentire. E poi – bello o brutto – quello che abbiamo è una certezza. D’intorno c’è buio, e la paura è grande.

E’ un po’ come la prima volta che vai in piscina. Vorresti staccarti dal bordo, e cominciare a nuotare come gli alti. Ma per quanto tu voglia le mani non sentono ragioni. Il bordo è l’unica salvezza. Bisogna violentarsi per lasciarlo. E scoprire che in qualche modo si sta a galla comunque. E scoprire che spesso c’è qualcuno dietro le tue spalle che se ti vede in difficoltà ti offre un appiglio. E scoprire che magari nuotare ti fa schifo. Ma intanto hai provato, e puoi dirtene felice. Il problema è il primo passo. Quello lo devi fare da solo.

Per quanto tempo ho atteso aggrappato al bordo. Cosa aspettavo? Sinceramente non lo so. Che un disco volante mi venisse a salvare, forse. Ma poi ho capito una cosa. Che le cose belle non si ottengono facilmente. Che devi affrontare le tue paure, e forzarti un po’ per poter vedere il buio oltre quello che hai già. Fosse facile.

(Non sono autocelebrativo, è che l’altro giorno ho parlato con una che non voleva crescere... e per quanto mi facesse rabbia non mi veniva nient’altro da dirle che non questo...)




permalink | inviato da mcfatus il 23/7/2007 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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