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Contro l'acqua in bottiglia

Preso e riadattato da jacopofo.com.

Certe volte l'Homo Sapiens, il Sapiens non se lo merita proprio: l'acquedotto comunale di Mestre attinge la propria acqua presso le sorgenti del fiume Sile, esattamente le stesse fonti da cui attinge anche lo stabilimento locale della San Benedetto.
Quindi dai rubinetti delle case di Mestre esce acqua San Benedetto.
Eppure a Mestre sono molte le persone che comperano l'acqua minerale al supermercato e guarda caso la piu' venduta e' proprio la San Benedetto.
L'interessante aneddoto arriva dalla prima uscita ufficiale della newsletter dei Grilli Altoparlanti, che invitano a sottoscrivere la campagna lanciata da Altreconomia per mettere fuori legge la pubblicita' delle acque minerali in bottiglia (non so quanto realmente possa servire, ma non si sa mai).
Forse non eravate neanche a conoscenza del fatto che le aziende dell'acqua in bottiglia pagano una tassa annuale per poter attingere dalle fonti. La Ferrarelle, ad esempio, paga alla Regione Campania la folle cifra di 506 euro all'anno, la San Benedetto versa invece alla regione Abruzzo molto di piu', 555 euro all'anno.
Cifre irrisorie se si considera che nel 2001 la Lombardia, solo per lo smaltimento delle bottiglie in plastica, ha speso tra i 45 e i 50 milioni di euro e che il fatturato del mercato dell'acqua minerale e' di circa 2,5 miliardi di euro.
Per fortuna ci sono anche buone notizie. E' stato approvata una proposta dei Verdi per bloccare le privatizzazione degli acquedotti italiani, fino a quando non verra' presentata l'intera riforma del settore.
"L'acqua - spiega Angelo Monelli, capogruppo dei Verdi - e' un bene comune e universale che non puo' diventare fonte di profitto per pochi grazie alle privatizzazioni. Affidare la gestione delle risorse idriche a societa' private e' dannoso anche dal punto di vista del risparmio perche', per aumentare i profitti, si incentiva l'aumento dei consumi".

Pubblicato il 4/6/2007 alle 9.13 nella rubrica polemiche.

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